Di cosa parliamo quando parliamo di scuola

Nicola D' Amico, Storia e storie della scuola italiana - Dalle origini ai giorni nostri. Zanichelli Editore


21 Ottobre 2010 | di Renza Bertuzzi

Di cosa parliamo quando parliamo di scuola Negli ultimi decenni, la scuola è stata oggetto di ampie e vivaci discussioni. Negli anni '70, quando la prospettiva di un' educazione larga e democratica si coniugava all' idea di progresso intellettuale, è stata al centro dell' attenzione, poi, negli anni successivi, la riflessione su di essa è diventata via via più marginale.

Paradossalmente, quando il discorso politico sull' istruzione è diventato ambiguo e sibillino, forse per celare l' inizio di un processo di sostanziale abbandono dell' attenzione verso la scuola, quello pubblico ha assunto toni assoluti ed ideologici. In trent'anni, si sono fronteggiate e scontrate (e difficilmente confrontate) posizioni assolutistiche e ultimative, trasformatesi ormai in stanchi slogan, alquanto ripetitivi, difficilmente in grado di rappresentare una realtà ormai decisamente mutata.

In questo parlare di scuola, tuttavia - un parlare che oggi purtroppo deve toccare soprattutto temi di sopravvivenza della stessa istituzione statale - un elemento è rimasto immutato: l' immanenza delle argomentazioni. In sostanza, molto spesso, si è parlato di scuola, e si parla di scuola, come se questa fosse un fenomeno collocato solo ed esclusivamente nel presente, o tutt' al più, in quel passato molto prossimo delle propria esperienza personale. Intellettuali, giornalisti ed insegnanti ragionano con l' ottica del qui ed ora della scuola, senza volgere lo sguardo oltre quel discrimine temporale che collocherebbe questa istituzione nella prospettiva della storia, preferibilmente quella di lunga durata.

Perchè questo sia accaduto e perchè accada, è difficile comprendere e in ogni caso arduo sintetizzarlo in poche righe. Perchè, per esempio, a parte il richiamo retorico alla scuola gentiliana non si sente la curiosità di approfondire la funzione della scuola nel lungo tempo? Dalle sue radici nell' era greco-romana fino ai giorni nostri; o il ruolo che essa ha svolto dal (e per) l' Unità d' Italia fino ai giorni nostri? Difficile rispondere e per questo appare particolarmente prezioso questo volume di Nicola D' Amico, ''Storia e storie della scuola italiana''. Dalle origini della scuola nell' era greco-romana fino alle attuali riforme Gelmini, l' autore ripercorre questo lungo ed intenso cammino dell' istruzione in Italia. Senza tralasciare nulla e con quello stile brillante e preciso, che ha sempre caratterizzato gli scritti di Nicola D' Amico, commentatore autorevole di lungo corso di fatti di scuola.

I diversi Apparati (Bibliografico,d i Cronologia essenziale, dei Numeri sulla Scuola) completano la panoramica storica con tutti gli elementi necessari a rappresentare un fenomeno complesso, analizzabile solo attraverso la molteplicità delle analisi.
Un libro importante e destinato non solo - come si dice nella quarta di copertina - a studenti universitari o a chi affronti concorsi per l' insegnamento ma anche ai semplici docenti, quelli del '' lavoro in aula'', comprensibilmente demotivati e stanchi di un turbinio affannoso che sembra aver tolto il senso alla scuola.
Infatti, come afferma Giuseppe Tognon nella Prefazione ''La ricerca storica deve aiutarci a comprendere anche ciò che non è prevedibile e oggi non c'è nulla di meno prevedibile del futuro della scuola''. Per questo è necessario ripercorrere il lungo cammino di un ‘ istituzione fondamentale per la civiltà quale è stata e deve continuare ad essere la scuola, la cui sopravvivenza è affidata non solo ai politici ma anche alla società intera. E la ''scuola è una società nella società, fatta di vizi pubblici e di molte private virtù. [...] Un mondo che il cronista ha tentato di raccontare come un intima '' storia di famiglia'' (Dal Congedo), nella quale è importante che quando si pronuncia la parola '' scuola'' sia chiaro a tutti di cosa si sta parlando.



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